Viaggio di un naturalista intorno al mondo di Carlo Darwin.
Prima traduzione italiana col consenso dell'autore del Professore Michele Lessona.
- Autore: Charles Darwin
- Traduzione: Michele Lessona
- Anno di Pubblicazione: 1873
- Editore: Unione tipografico editrice torinese, Torino
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Il 27 dicembre 1831 salpava da Devonport, presso Plymouth, per un lungo viaggio di esplorazione, il brigantino Beagle di sua maestà britannica, capitanato dal giovane Robert FitzRoy e con a bordo una settantina di membri dell'equipaggio. Il viaggio prevedeva una serie di rilevazioni cartografiche in America meridionale e nel Pacifico per conto della marina britannica e doveva durare circa due anni e mezzo.
La cabina di poppa ospitava, all'interno di grandi bauli, una biblioteca di circa 400 volumi, tra libri di viaggio, scienze naturali, geografia, nautica, storia e letteratura. Per quasi cinque anni visse e lavorò in quella cabina l'aspirante naturalista Charles Darwin, appena ventenne. FitzRoy lo aveva scelto come compagno di viaggio, ma la sua presenza a bordo fu legata a fortunate circostanze. La partecipazione all'impresa era stata messa in discussione dall'iniziale diniego del padre Robert, e dalle pessime impressioni iniziali suscitate al capitano FitzRoy, che da convinto fisiognomista, aveva interpretato la forma del naso di Darwin come chiaro indicatore di fragilità nel carattere.
Tra tutti i libri presenti nella biblioteca del Beagle, uno in particolare conquistò l'attenzione del giovane Darwin. Poco prima di partire, aveva acquistato una copia del primo volume de I Principi di Geologia di Lyell, un testo che avrebbe giocato un ruolo decisivo per la sua maturazione scientifica. Vi venivano discussi temi chiave della geologia quali l’attualismo, il gradualismo, la durata della storia della Terra, che avrebbero contribuito a gettare le solide basi su cui impostare la teoria dell’evoluzione.
Le esperienze realizzate nei lunghi anni di esplorazione permisero a Darwin di vivere in prima persona gli effetti delle forze endogene sul rimodellamento della crosta terrestre. Il 20 febbraio 1835 a Valdivia, in Cile, fu testimone diretto di un violentissimo terremoto. Quando alcuni giorni dopo si recò a Concepción, situata circa 300 km più a nord, si rese conto che per gli effetti del catastrofico terremoto il livello della costa si era innalzato di quasi un metro.
La paleontologia avrebbe aperto nuovi ulteriori orizzonti al giovane Darwin. Durante una spedizione sulle vette della Cordigliera andina scoprì l'esistenza di fossili marini ad alta quota, che testimoniano l'imponente sollevamento della catena montuosa. La megafauna estinta di cui fu scopritore a Punta Alta, in Argentina, fornì ulteriori stimolanti elementi di riflessione. Basti pensare agli straordinari rinvenimenti di enormi bradipi estinti o del Gliptodonte, gigantesco mammifero plio-pleistocenico dall'evidente somiglianza con gli attuali armadilli.
Come accade spesso in viaggio, molte osservazioni e scoperte avvennero in modo del tutto casuale. Quando si trovava nelle Pampas, nella regione del Rio Negro, accompagnato dai gauchos argentini, osservò che i nandù cacciati a nord del fiume avevano dimensioni maggiori rispetto a quelli del sud. Si trattava in realtà di due specie distinte: Rhea americana e Rhea pennata, nota oggi come nandù di Darwin, e di un tipico caso di isolamento geografico.
Sempre casualmente, quando si trovava alle Galápagos, osservò che i locali spagnoli erano in grado di riconoscere con sicurezza da quale isola dell'arcipelago provenissero le testuggini giganti, solamente in base all'osservazione del carapace, che presentava impercettibili variazioni. Non fu particolarmente colpito, invece, dai famosi fringuelli. Li impagliò, etichettò, e inviò all'ornitologo John Gould per lo studio tassonomico. Solo al rientro in patria seppe che gli uccelli appartenevano a specie distinte, ognuna esclusiva di una specifica isola. Le etichette non riportavano il luogo di provenienza, a testimonianza del significato marginale attribuito inizialmente agli iconici fringuelli, che oggi, grazie a Darwin, consideriamo un paradigmaticico esempio di radiazione adattativa.
Il 2 ottobre 1836 il Beagle rientrò finalmente in Inghilterra dalla circumnavigazione del globo, gettando le ancore a Falmouth, in Cornovaglia. Si concludeva così il viaggio del giovane naturalista e ne iniziava uno nuovo, metaforico, che avrebbe portato alla tormentata elaborazione della teoria dell'evoluzione per selezione naturale.
Le esperienze, gli aneddoti, i dubbi e gli indizi accumulati nei cinque anni di viaggio furono accuratamente raccolti sul diario personale di Darwin. Nel 1839 gli appunti vennero riorganizzati e pubblicati nel The Voyage of the Beagle, opera destinata ad un pubblico non specialistico, che sarebbe stata aggiornata e ristampata nel 1845 con il titolo A Naturalist's Voyage Round the World. Le osservazioni di tipo scientifico vennero invece accolte nell'opera in cinque volumi The Zoology of the Voyage of H.M.S. Beagle, pubblicata a nome degli esperti di fama internazionale cui era stato affidato lo studio delle collezioni catalogate nel corso del viaggio. Darwin si occupò della geologia, la sua prima vera passione, con gli studi sulle barriere coralline, le isole vulcaniche e le osservazioni sul Sud America, pubblicati tra il 1842 e il 1846 (The Structure and Distribution of Coral Reefs, Geological Observations on the Volcanic Islands e Geological Observations on South America).
La prima edizione italiana di A Naturalist's Voyage Round the World venne pubblicata per UTET nel 1872 col titolo Viaggio di un naturalista intorno al mondo, e la traduzione venne affidata a Michele Lessona.
Morfologia del becco in quattro specie di fringuelli delle Galápagos. Tratto da: Darwin C. R. 1872. Viaggio di un naturalista intorno al mondo di Carlo Darwin. Prima traduzione italiana col consenso dell'autore del Professore Michele Lessona. Unione tipografico editrice torinese, Torino. p. 329.
Museo sardo di antropologia ed etnografia