UniCa Sardinian Museum of Anthropology and Ethnography Research Darwinism The city of the sun I fattori dell'evoluzione biologica (Giacomo Cattaneo)

I fattori dell'evoluzione biologica (Giacomo Cattaneo)

I fattori della evoluzione biologica. Discorso letto il 5 novembre 1896 da Giacomo Cattaneo, Professore d'Anatomia e Fisiologia comparate, per l'inaugurazione degi studii nell'Università di Genova

  • Autore: Giacomo Cattaneo
  • Anno di Pubblicazione: 1897
  • Editore: Regio stabilimento tipo-litografico Pietro Martini,  Genova
  • Online su RM Open Archive
I fattori dell'evoluzione biologica

Nell'anno accademico 1889-90 Cesare Lepori fu collocato a riposo e la cattedra di zoologia e anatomia comparata all'Università di Cagliari venne assegnata a Giacomo Cattaneo. Cattaneo si sarebbe presto trasferito all’Università di Genova e l'incarico attribuito a Eugenio Ficalbi, che resse la cattedra fino all’anno accademico 1894-1895.

Personalità di spicco nel panorama scientifico nazionale, Cattaneo compì, ancora studente di scienze naturali, le prime ricerche sui protozoi a Pavia, nel laboratorio di anatomia comparata diretto da Leopoldo Maggi. Dopo la laurea, divenne libero docente nell'ateneo pavese, per poi ottenere la cattedra di zoologia e anatomia comparata all'Università di Sassari, Cagliari e, finalmente, a Genova, dove concluse la carriera accademica. Si dedicò all'anatomia, istologia e fisiologia dei vertebrati, artropodi e molluschi, rivolgendo particolare attenzione agli aspetti filogenetici.

Nel 1880 pubblicò l'interessante contributo Darwinismo. Saggio sull'evoluzione degli organismi. Il libro, a carattere divulgativo e di ispirazione haeckeliana, si rivolgeva al pubblico non specialistico interessato al tema dell'evoluzione, le cui tematiche «non si restringono nei limiti delle scienze naturali, ma interessano anche le scienze morali e filosofiche, e non sono indegne dell'attenzione d'ogni mente sagace e pensosa».

Alcuni anni dopo, nel 1886, la Rivista di Filosofia Scientifica, diretta da Enrico Morselli, ospitò l'articolo Giovanni Lamarck e Carlo Darwin, dove Cattaneo tracciava un quadro descrittivo del contributo scientifico offerto da «due fra i più grandi pensatori che onorino l'umanità».

Dieci anni più tardi, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 1896-97, lo studioso pronunciò per gli studenti dell'Università di Genova la prelezione dal titolo I fattori della evoluzione biologica, qui in esposizione. Il testo rappresenta un'utile testimonianza sia della più completa adesione all'evoluzionismo da parte degli specialisti, sia delle criticità che avversavano la teoria darwiniana a fine secolo. Superata la questione della fissità delle specie, all'attenzione degli studiosi si ponevano grandi interrogativi sui «fattori dell'evoluzione biologica» e sulle «cause fisiche e organiche» della «trasformazione».

Si riproponeva, non superata, la questione dell'«ereditarietà dei caratteri acquisiti [...] e sugli effetti dell'uso e del disuso [...], caldeggiato dal Lamarck, adottato anche dallo Spencer, dal Darwin, dall'Haeckel, e [...] dal Cope». Si poneva ancora aperto il problema della gradualità e linearità del processo evolutivo, assumendo come ipotesi alternativa quella delle «variazioni brusche e subitanee (neogenesi), o analoghe a quelle che danno origine alle mostruosità, secondo i Geoffroy Saint-Hilaire, o riferibili all'atavismo secondo il Mantegazza, o comparabili, secondo il Kölliker e il Gübler, a quei fenomeni di generazione alternante, per cui ad esempio, dalla larva della medusa si formano successivamente lo scifistoma, lo strobilo e l'efira».

Allo stesso modo, erano ancora oggetto di discussione i fattori causali dell'evoluzione, e, in particolare, i ruoli della selezione naturale e dell'isolamento nei fenomeni di speciazione: «il Darwin aumenta l'efficienza della selezione pur tra le specie affini che vivono in uno stesso territorio. Il Wagner invece dà importanza quasi esclusiva [...] alla segregazione e all'isolamento delle varietà in seguito alle loro migrazioni». Aperta rimaneva la questione dell'ibridismo come fonte di variazione per gli «incrociamenti tra varietà, specie e fin generi diversi». Non meno rilevante il problema della direzionalità e del progressivismo nei processi evolutivi, intorno al quale Cattaneo proponeva riflessioni molto attuali: «circa poi al principio di perfezionamento per cause interne sostenuto dal Mägeli, dirò ch'esso ai più è sembrato metafisico e teleologico, non essendo il progresso qualche cosa di assoluto, ma affatto relativo alle condizioni della vita». Di non facile comprensione poi, all'epoca, la questione dell'ereditarietà dei caratteri, per la quale si proponeva «una vera folla di teorie, in parecchie delle quali non mancano tratti incisivi e geniali, ma che nel complesso dimostrano una intemperanza dell'immaginazione».

Dal punto di vista storico-scientifico, le criticità discusse da Cattaneo testimoniano una fase di "crisi" della teoria darwiniana, vissuta tra fine Ottocento e inizi del Novecento e definita da Julian Huxley, nipote di Thomas, eclissi del darwinismo. Nella prima metà del ventesimo secolo la riscoperta degli studi di Mendel, le indagini sull'eredità biologica e le mutazioni geniche e cromosomiche, lo sviluppo della genetica di popolazione e i progressi della paleontologia, avrebbero portato all'elaborazione della teoria sintetica dell'evoluzione, o sintesi moderna, che, riabilitando le tesi darwiniane, integra a pieno titolo la selezione naturale come meccanismo evolutivo.

Pyrosoma elegans, subphylum Tunicata. Vetrino realizzato da Fritz Meyer (1880 ca.) per la Stazione zoologica di Napoli (a), microfotografia del preparato (100x) (b).

Pyrosoma elegans, subphylum Tunicata

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